Monografia
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LIBRO MONOGRAFICO
"La pittura, passione di una vita"

Sacro femminino, profano femminile

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Nel quadro di una pittura introspettiva, ma non intimista quanto, piuttosto, frutto di meditazione mai banale attorno ai temi della femminilità intesa in extenso, Antonella Giapponesi Tarenghi opera con assoluta scioltezza tecnica in un percorso che mette in relazione il canone “dell’essere donna” – e,pertanto, le diverse incarnazioni che questa idea alta e stereotipa assumono nel mondo - con la ferialità. Sacro femminino - eterno? - e profano femminile si intrecciano, come due fili di colore diverso, eppur consustanziali, in grado di creare una solida trama di segmenti cromaticamente alterni. Lontano da ogni tentazione di pittura intimista, velata, introflessa, gergale, l’artista gioca con i grandi simboli dell’Occidente, con il ruolo statico che la femminilità acquisisce nell’ambito delle definizioni culturali accumulate in millenni e innesca immediatamente cortocircuiti sulla linea di un presente che mostra tutta la propria dirompenza e la distanza del canone. Sicché ne esce un gradevolissimo viaggio nel quale i segni del passato si frangono, collimano o divergono  come elementi fissi, fissi come in un gioco marmoreo – rispetto alla pelle autentica, alla vita pulsante dell’altra metà del cielo. Ad Afrodite ed Atena che sono le stelle fisse, e che comunque mantengono un fascino che orienta in direzione della bellezza e dell’intelligenza, l’autrice contrappone le figure della contemporaneità. Al noumeno altissimo e rigido, il fenomeno dell’incarnazione che instaura con l’idea prima un dialogo costantemente creativo.

Il nucleo da cui muove è certamente junghiano. Nel serbatoio del passato archeologico che appartiene alla totalità degli uomini e delle donne, la pittrice recupera gli elementi stabili e cardinali della definizione alta, sacrale che fa poi collidere con il piano della quotidianità, alla ricerca dell’energia prodotta dal contrapposto. Il nucleo dirompente della sua pittura nasce certamente dalla giustapposizione frenetica e spesso centripeta di elementi simbolici che vorticano nei dipinti, conferendo alle opere un forte dinamismo, potenziato dalla scioltezza del polso e dalla mancanza di durezze disegnative, secondo composizioni che rinviano a un orizzonte onirico. Un sogno. Un sogno collettivo che un’artista colta e sensibile è in grado di proporre alla visione pensante di colui che guarda.

Al di là di questo filone esplorativo, l’autrice affronta con corposa efficacia anche il dato naturale del paesaggio, del quale coglie l’essenza del rapporto luce-colore.

Sotto il profilo tecnico, Antonella Giapponesi Tarenghi giunge a cercare scioltezza attraverso una pratica disegnativa che non risulta elemento preparatorio di ogni singola opera, ma un esercizio di plasticismo della percezione, autonomo, finalizzato alla soluzione di problemi di rappresentazione, attraverso l’introiezione di modelli che poi, non riportati, vengono risolti con pittoricismo, che conferisce, appunto, un’idea di scioltezza alle diverse opere.

Di rilievo, nell’ambito di un’interessante resa del movimento e del ritmo, è la reiterazione di spazi di immagine, come fotogrammi che s’affollano nello stesso frame e che conferiscono alle opere un’emissione sincopata e jazzistica.

 

                                                                                                                                       Maurizio Bernardelli Curuz (Direttore Artistico Brescia Musei)

 

La ricerca della Bellezza

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Quando dentro di noi esiste una vocazione autentica, difficilmente riusciamo a sfuggirvi per sempre, in un modo o nell’altro, prima o poi, questa torna a manifestarsi, qualche volta, purtroppo, come rimpianto, altre volte, per fortuna, come una seconda occasione da non lasciarsi scappare...

Antonella Giapponesi Tarenghi appartiene a quella fortunata, e a dire il vero poco nutrita schiera di persone, che ad un certo punto della loro vita hanno saputo voltar pagina e concedersi l’opportunità di dedicarsi con successo alla realizzazione del loro “sogno nel cassetto”.

Dopo avere compiuto altre scelte, umane e professionali, ed averle portate avanti con l’entusiasmo e la determinazione che sempre e comunque la contraddistinguono, Antonella ha capito di non potersi sottrarre a quella passione per l’arte che sin dall’infanzia era rimasta sopita nel profondo della sua anima, come un fuoco che cova sotto la cenere, e ha così iniziato a dedicarsi con sorprendente energia alla pittura.

In essa ha velocemente individuato la dimensione ideale per esprimere se stessa, per dare finalmente voce al proprio mondo interiore, così ricco, esuberante e bisognoso di manifestarsi ed essere condiviso.

Questa preziosa monografia giunge proprio a coronare un periodo ormai lungo e ricco di soddisfazioni, durante il quale si è svolta un’avventura artistica che non è stata un fatto a se stante, ma è nata e si è risolta nel corso degli anni come il frutto di un lavoro interiore intenso e prolungato, che negli esiti non si è limitato all’elaborazione di un racconto visivo, ma si è sviluppato come complessa narrazione di ciò che si sente, suggerendo all’osservatore nuove vie da percorrere per indagare sentimenti ed emozioni, desideri e inquietudini, aspirazioni e debolezze, che appartengono, nel profondo, a ognuno di noi.

Una forte e radicata inclinazione alla Bellezza, intesa in senso lato, ha portato Antonella Giapponesi Tarenghi al veloce assimilamento dei principi tecnici, oltreché formali e stilistici, ottenuto grazie a una assidua frequentazione di mostre e musei per osservare da vicino le opere dei Maestri del passato, seguita da un periodo di avvicinamento alla pratica pittorica attraverso lo studio e la copia dei grandi capolavori degli artisti più amati.

Tutto ciò le ha reso possibile, in un tempo relativamente breve, acquisire una buona sicurezza operativa e, al tempo stesso, individuare rapidamente un proprio specifico linguaggio espressivo, caratterizzato da elementi di indubbia originalità e unicità.

Al centro di tutto il suo sforzo creativo vi è un interesse profondo nei confronti della complessa geografia dell’animo umano, con un particolare attenzione verso quello femminile. In quella che può ad uno sguardo superficiale sembrare una semplice raffinata esplorazione della bellezza, del corpo, dell’esteriorità, si cela infatti un’operazione ben più complessa di attenta e puntuale analisi di ciò che sta oltre l’apparenza: una ricognizione molto stretta di quella mappa segreta e misteriosa, fatta di emozioni, passioni, sogni, paure, debolezze, che si svolge dentro di noi e ridisegna la realtà visibile secondo la cifra inconfondibile del sentimento.

Spinta dalla forza della sua passione, Antonella ha maturato progressivamente questa sua dimensione espressiva e poetica, in costante vibrante rapporto con ciò che la circonda, attraverso un sentimento intenso e profondo verso le cose che sente più vicine, un dialogo continuo con la natura, in particolare quella umana, soprattutto, si diceva, quella femminile.

Ricorrono così nella sua produzione, sin dalle prove d’esordio, i temi legati alla rappresentazione della donna e del suo corpo, dove la figura è al tempo stesso oggetto di pura ricerca formale e insieme metafora di un complesso e articolato universo interiore, dalle mille sfaccettature.

Attraverso la scioltezza spontanea della pennellata, conquistata grazie alla costanza sperimentativa e all’esercizio perseverante, nei suoi dipinti si organizza ogni volta una composizione svincolata dalle banali coordinate spazio-temporali, ove si osserva la singolare sovrapposizione di differenti elementi espressivi, quasi a suggerire, anche dal punto di vista tecnico, la stratificazione di significati e idee che è alla base della ricerca di questa pittrice. Sono infatti opere complesse, le sue, frutto di un procedimento tecnico realizzato a più riprese e in cui si assiste all’accostamento di immagini e alla sovrapposizione di interventi pittorici e grafici, quasi a volere riprodurre metaforicamente la meravigliosa complessità della realtà.

Chiaramente consapevole del senso di incompiutezza che è proprio di ogni tentativo di rappresentazione della mutevole verità dei fatti umani, Antonella Giapponesi Tarenghi ha scelto ad un certo punto di ribaltare gli usuali meccanismi compositivi, avvertiti come troppo rigidi e statici, in funzione di una libertà di azione che prevede oltre all’assemblaggio di differenti porzioni di tela dipinta, il successivo sovrapporsi di interventi a matita. In questi dipinti, il disegno, sentito come la manifestazione più diretta dell’Idea, non esaurisce la sua funzione nella fase iniziale, di abbozzo dell’opera, quale semplice supporto per l’azione pittorica, ma, al contrario, acquista un ruolo fondamentale, quello di suggerire la non-finitezza del racconto e di riaprire il dialogo tra il dipinto e chi lo osserva, offrendo a quest’ultimo una parte attiva nella definizione del contenuto emotivo che l’artista intende riversare nel suo lavoro.

In ogni opera si ricompongono, in un gioco di equilibri formali e cromatici, i brandelli simbolici che insieme danno forma a un’emozione, a una sensazione, a un sogno, a una passione.

Permane in questo senso il desiderio della pittrice di offrire nella sua interpretazione il significato di una realtà ricomposta secondo la misura dei sentimenti, da quelli più impetuosi e veementi a quelli più dolci, in stretta connessione con quell’aspirazione a “dare a ogni emozione una personalità, ad ogni stato d’animo un’anima” (Pessoa) che costituisce il sottile filo rosso comune a tutta la sua produzione.

Osserviamo, inoltre, come le fonti letterarie, in particolare la poesia, rappresentino per questa artista un irrinunciabile territorio di indagine ed ispirazione: ogni sua opera pittorica, infatti, è abbinata a un passaggio lirico che ne costituisce allo stesso tempo lo spunto e il completamento, a conferma del fatto che il gesto pittorico rappresenta soltanto il vertice più evidente di un’attività creativa che ha profonde radici in un ampio sistema di diversificati interessi culturali e che aspira, come ultima e più alta ambizione, a cogliere la Bellezza celata nella complessità della natura umana.

                                                                                                                                       Giovanna Galli

La monografia è depositata presso queste biblioteche

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Biblioteca Civica Queriniana     

Brescia

via Mazzini n 1

Biblioteca Villaggio Prealpino   

Brescia

via Colle di Cadibona n5

Biblioteca Villaggio Sereno       

Brescia

trev. XII 58 /A

Biblioteca Cesare Cantù

Rovato ( BS )

Corso Bonomelli  n 37

Biblioteca Comunale                      

Chiari ( BS )                     

via Mellini n 2

Biblioteca Comunale                 

Orzinuovi ( BS )               

Via Palestro n 17

Biblioteca Comunale           

Iseo (BS)                     

Rampa Cappuccini n° 3

Biblioteca Comunale            

Travagliato (BS) 

P.le Ospedale n° 9

Biblioteca Comunale            

Urago D'oglio (BS)      

V. Roma n°36

Biblioteca Comunale            

Castel Mella  (BS)  

V. Onzano  n° 56

Biblioteca Civica                  

Provaglio d'Iseo ( BS ) 

V. Europa n° 5

Biblioteca Comunale            

Capriolo (BS)        

V. Vittorio Emanuele   

Biblioteca Comunale             

Sulzano  (BS)

Viale Pericoli  Secondo n° 4

Biblioteca Comunale

Lovere ( BS )            

Villa Milesi, Via delle Baracche

Biblioteca Comunale                  

Bergamo                

Via S. Bernardino n 74

Biblioteca Statale                        

Cremona                           

via Ugolani n 4

Biblioteca Comunale                  

Soresina  (CR)                

via Matteotti n 4

Biblioteca Civica V. Brocchi       

Castelleone   (CR)           

via Roma n 67

Biblioteca Comunale                  

Crema (CR)                  

via Civerchi n 9

Biblioteca Civica                         

Verona                          

via Cappello n 43

Biblioteca Comunale Ariostea

Ferrara          

via Scienze  n 17

Biblioteca Italiana delle Donne 

Bologna                     

via del Piombo n 5

Biblioteca Nazionale Braidense 

Milano                           

via Brera   n 28

Biblioteca  Nazionale Centrale  

Firenze                   

via Tripoli  n 44

Biblioteca Nazionale Centrale   

Roma             

viale Castro Pretorio n 105

Biblioteca Nazionale                   

Napoli             

via Vittorio Emanuele III n 1

Le foto presentazione de "La pittura, passione di una vita"

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Biblioteca di Rovato (BS) dal 16 aprile al 1maggio 2011
cliccare su  qui a lato per visualizzare tutte le foto della mostra
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Libro Monografico "La pittura, passione di una vita"

dimensioni 25 X 31 cm, copertina rigida con copertina colorata

 

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