Mostra Personale, "Le verità ricomposte"
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MOSTRA PESONALE PALAZZO QUISTINI, ROVATO (BS)

2 E 3 GIUGNO 2007, "LE VERITA' RICOMPOSTE"

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E’ tutta un’altra aria quella che respira Antonella Giapponesi Tarenghi da quando con l’immediatezza e lo stupore che accompagnano ogni improvvisa rivelazione ha scoperto dentro di sé la via nuova della sua pittura. Ed è, di conseguenza, tutta un’altra energia quella che emana dai suoi lavori più recenti, frutto diretto di quella svolta interiore che, fulminea e inattesa, è germogliata dentro di lei, imponendole un radicale cambiamento nella sua esperienza creativa. La pittrice rovatese da tempo avvertiva quel sottile senso di insoddisfazione e di inquietudine che scava gli animi dell’artista che, forse ancora inconsciamente, intuisce di avere esaurito un capitolo della propria storia, sia umana che espressiva, e ad un certo punto ha saputo coraggiosamente voltare pagina, strappando simbolicamente una tela già dipinta e individuandovi il punto di partenza di una nuova avventura estetica, tecnica e poetica. Nel pieno mantenimento sia dei riferimenti letterari che costituiscono la sua principale fonte ispiratrice, sia degli orientamenti tematici che hanno da sempre indirizzato la sua pittura, prevalentemente incentrati intorno alla figura femminile e in particolare all’analisi della sua interiorità e del suo bagaglio emotivo e sentimentale, Giapponesi Tarenghi ha rinvenuto inedite coordinate tecniche e stilistiche entro cui proseguire la sua ricerca. Ogni nuovo dipinto nasce ora come un’opera complessa, frutto di un lavoro composito realizzato a più riprese e in cui si assiste all’accostamento di immagini e alla sovrapposizione di interventi pittorici e grafici, quasi a volere riprodurre metaforicamente il farsi mobile e multisfaccettato della realtà. La pittrice avverte con lucidità il senso di incompiutezza che è proprio di ogni tentativo di rappresentazione della mutevole verità dei fatti umani, per questo il suo nuovo approccio all’opera contempla il ribaltamento degli usuali meccanismi compositivi, avvertiti come troppo rigidi e statici, in funzione di una libertà di azione che prevede oltre all’assemblaggio di differenti porzioni di tela dipinta, il successivo sovrapporsi di interventi a matita. Il disegno, quindi, sentito come la manifestazione più diretta dell’idea, non esaurisce la sua funzione in sede progettuale, quale semplice supporto per l’azione pittorica, ma si appropria di un ruolo fondamentale, quello di suggerire la non-finitezza del racconto e di riaprire il dialogo tra il dipinto e chi lo osserva, offrendo a quest’ultimo una parte attiva nella definizione del contenuto emotivo che l’artista intende riversare nel suo lavoro. Permane in questo senso il desiderio di Giapponesi Tarenghi di offrire nella sua interpretazione pittorica il senso di una realtà ricomposta secondo la misura dei sentimenti, da quelli più impetuosi e veementi a quelli più dolci, in stretta connessione con quell’aspirazione a “dare a ogni emozione una personalità, ad ogni stato d’animo un’anima” (Pessoa) che costituisce il sottile filo rosso comune a tutta la sua produzione. Ma i nuovi dipinti, ancora densi di atmosfere evocative e surreali, ci mostrano il reperimento di una modalità narrativa inedita, che alla linearità del racconto sostituisce la ricomposizione sintetica dei diversi frammenti che ne costituiscono l’autentica materia prima. Si ricompongono qui, in un gioco di equilibri formali e cromatici, i brandelli simbolici che insieme danno forma a un’emozione, a un sentimento, a un sogno, a una passione. Osserviamo, peraltro, come la poesia continui a conservare per Giapponesi Tarenghi il valore di un irrinunciabile territorio di indagine ed ispirazione, e ogni sua opera pittorica venga abbinata a un passaggio lirico che ne costituisce allo stesso tempo lo spunto e il completamento, a confermare che il gesto pittorico rappresenta soltanto il vertice più evidente di un’attività creativa che ha profonde radici nel variegato sistema degli interessi culturali dell’artista. Individuato un nuovo orizzonte in cui riconoscersi e a cui affidare le proprie intense pulsioni espressive, la pittrice ha ora di fronte a sé un cammino non semplice, una sfida stimolante che rappresenterà per se stessa e per la sua arte la preziosa occasione per un definitivo scatto in avanti.

Giovanna Galli

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"LE VERITA' RICOMPOSTE"

Palazzo Quistini (Rovato), 2 e 3 Giugno 2007

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